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Chi scrive, nel tentativo forse inutile di evitare
grossolane stilizzazioni, vorrebbe astenersi dall'emettere un
qualsiasi giudizio etico sul film di Amenabar in concorso a Venezia
2004. |
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| Amenabar scansa verbosità e
moralismi sempre abusati dai film che trattano di handicap, e ci
regala un gioiello che sa parlare al cuore e alla testa, capace di
infondere nuova speranza che il cinema possa tornare a narrare
l'uomo con toni epici. È proprio questa la banale, sconcertante,
sconvolgente novità di Mar adentro: che il suo protagonista
non è un tetraplegico, un "più debole", un freak. No, Ramón Samperdo
è un uomo. E scusate se è poco. Mare dentro non deludele aspettative che un titolo così evocativo genera: un film magnifico, che parla di uomini, del loro rapporto con il mondo e la natura, di Dio e della morte, e ne fa uno spettacolo grandioso. Proprio quello che è la vita. Proprio quello che è il cinema. (recensione - Morandini) |
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