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Ray
Vita, miracoli e morte di Ray Charles, "the genius".
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Vita, miracoli e morte di Ray Charles, "the genius".

La vita di
uno dei più grandi artisti della musica black. Ray Charles.
Uscita nelle sale: 21/01/2005
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This kid can do
it. He is the One (Questo
ragazzo ce la può fare. E' lui l'uomo giusto.).
Le parole di Ray Charles a Hackford, il regista di
Ray, quando The genius ascoltò suonare Jamie
Foxx al piano agli albori del progetto, sono la migliore
sintesi di cosa rappresenti il film biografico su uno
degli artisti che hanno inventato la black music. E non
solo.
Ray si apre sui colori forti del profondo sud
statunitense, durante l'infanzia del giovane musicista.
La vita per i coloured, così come venivano
chiamati negli anni'40 gli afroamericani, non è facile.
L'unica via di scampo per fuggire dalla povertà è
trasferirsi in città in cerca di fortuna. Non certo
favorito dalla sorte per una malattia infantile che lo
conduce alla città, il giovane Ray va all'avventura,
sull'onda del Gospel e del Country. Gli anni passano e
il successo inizia a crescere. Prima una piccola casa
discografica, dove sono nati i primi pezzi, What I'd
say, I got a woman, poi l'ABC, major che
porta Ray Charles nelle case di tutti. Questa è la
storia che conosciamo, ma Ray, da biopic movie
quale è, racconta, soprattutto, i lati oscuri dell'uomo
Ray Charles. La schiavitù della droga e le relazioni
controverse con le sue donne, cause di numerosi problemi
fra cui un allontanamento per diverso tempo dalla scena
musicale.
Di sicuro interesse per gli appassionati, Ray,
corre il rischio di non essere compreso e accettato dai
più, per affrontare temi prevalentemente legati alla
cultura e a un periodo storico di un paese, che per
tradizione è ancora lontano dal nostro. Il ritmo è
lento, sincopato, e lo stile registico è canonico,
descrittivo, se si eccettua per la fotografia, accurata
e perfetta nei dettagli. Taylor Hackford lascia parlare
il personaggio.
E' l'interpretazione di Jamie Foxx, a fare la differenza
e a valere il prezzo del biglietto. Foxx, scelto per
questo ruolo in seguito alla performance in Ogni
maledetta domenica, suona il piano, come Ray,
dall'età di 3 anni e da adolescente dirigeva un coro
gospel. Nonostante non conoscesse nel dettaglio la
musica del genio, l'attore, che rischia di
vincere l'Oscar (grazie anche all'ottima performance in
Collateral), ha frequentato scuole di braille,
partecipato a sessioni di registrazioni soul e blues, e
ha vissuto per dodici ore al giorno con gli occhi
bendati, per capire realmente cosa significasse essere
un non vedente. Non volevo solamente imitarlo, volevo
catturare l'essenza del suo spirito, del suo modo di
essere, ha dichiarato Foxx.
E' lui il mattatore, ed è impressionante come un film di
due ore e mezza, possa reggersi sulle spalle di una
persona sola. One man band. One man soul.
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