Dopo aver lanciato TrueCrypt ci troviamo di fronte la sua finestra principale.
Nella parte superiore sono visualizzate le lettere di
volume disponibili e le eventuali unità TrueCrypt già
montate nel sistema. Per accedere alla creazione guidata
di una nuova unità è sufficiente premere il pulsante
Crea Volume.

Al primo passo possiamo scegliere se creare un volume standard o un volume nascosto. Nel nostro caso scegliamo la prima opzione. Sarà sempre possibile aggiungere in un secondo tempo una sezione nascosta ad un volume standard esistente (si veda di seguito nell'articolo).

Al passo successivo dobbiamo indicare al programma se
criptare un'intera partizione o se creare un
file contenitore. Nel primo caso selezioniamo
la partizione con il pulsante Sel. dispositivo.
È bene precisare che l'unità verrà formattata e che
quindi tutti i dati in essa presenti verranno distrutti.
Nel secondo caso, tramite Seleziona File,
indichiamo nome e posizione del contenitore che deve
essere generato.

La scelta tra le due modalità dipende dalle esigenze dell'utente. Un file contenitore ha lo svantaggio di poter essere cancellato accidentalmente con la conseguente perdita di tutti i dati in esso memorizzati. In generale si rivela però più versatile in quanto è possibile cambiarne la posizione e crearne delle copie di backup.
Nella terza schermata scegliamo l'algoritmo crittografico che TrueCrypt dovrà usare per proteggere i nostri dati. Per aumentare la sicurezza è persino possibile indicare più algoritmi da utilizzare in cascata ma, in questo caso, i tempi di elaborazione aumenteranno rendendo l'unità più lenta. Se non si è esperti si consiglia di lasciare le impostazioni predefinite.
A questo punto della procedura guidata dobbiamo indicare la dimensione del nostro volume. Questa opzione è necessaria solamente se stiamo creando un file contenitore.

Nel caso di partizioni criptate le dimensioni saranno imposte dalla dimensione della partizione stessa.
Fase molto importante è la scelta delle chiavi segrete per l'accesso al nuovo volume. La soluzione più comune consiste nell'impostare una semplice password di protezione. Per offrire una sicurezza adeguata, la parola d'ordine deve soddisfare determinati criteri di complessità e lunghezza. Si ricordi che la protezione dei dati sarà affidata unicamente alla parola che avete scelto.


In aggiunta, o in alternativa, alla password è possibile
usare il contenuto di un file, denominato keyfile, come
chiave per criptare i dati. Allo scopo è possibile usare
qualsiasi documento in nostro possesso: ad esempio un
file Pdf, un brano mp3, una foto Jpeg. È possibile usare
più di un keyfile per ogni singolo contenitore ma si
ricordi che la perdita o la corruzione di uno solo di
questi renderà completamente inaccessibili i dati. Per
usufruire di questa funzionalità è sufficiente
selezionare la casella Utilizza keyfiles e
tramite il pulsante apposito indicare il file da
adoperare. In alternativa è possibile far generare un
keyfile completamente casuale direttamente a TrueCrypt.
Per finire è necessario scegliere il formato del filesystem e formattare l'unità. Se volete la massima compatibilità con tutti i sistemi operativi, soprattutto nel caso usiate una chiavetta Usb, si consiglia l'uso del sistema FAT.

Cliccando sul pulsante Formatta
si procede all'inizializzazione del volume che durerà un
tempo proporzionale alla sua dimensione
.
Per accedere al volume appena creato è necessario
"montarlo" in modo che il sistema lo riconosca come
unità disco virtuale. Attraverso i pulsanti
Seleziona file e Sel.

dispositivo,
presenti nella finestra principale di TrueCrypt,
possiamo decidere se montare rispettivamente un file
contenitore o una partizione.

Dopo avere scelto una
lettera di unità con la quale vogliamo che il volume
venga identificato possiamo premere il pulsante
Monta. A questo punto dovremo autenticarci
inserendo la corretta password e gli eventuali keyfile.
Se tutto è andato a buon fine, TrueCrypt ci segnalerà
l'avvenuto riconoscimento del volume. Nell'esempio,
l'unità S: sarà associata al file
contenitore F:\PersonalEncrypt\PersonalEncrypt2 di
10MB.
Una volta terminate le operazioni sul nostro archivio segreto, possiamo "smontare" l'unità tramite l'apposito pulsante e poi chiudere
Ora dopo aver smontato il nostro archivio segreto non sarà più visibile con esplora risorse, dovrà essere rimontato.
Le chiavette usb sono il sistema ideale per avere sempre a portata di mano i propri documenti riservati. Per proteggerli sarà sufficiente memorizzarli all'interno di un file contenitore cifrato. Per poter accedere ai dati da ogni postazione possiamo salvare TrueCrypt sul dispositivo in modo da poterlo avviare in modalità portatile.
La funzione Setup disco portatile,
presente nel menu Strumenti, semplifica e
automatizza tutta la procedura descritta e può perfino
rendere la nostra chiavetta auto-avviabile (solo su
Windows XP sp2).
Avviata la procedura, dobbiamo indicare la cartella
radice della chiavetta. Qui verranno copiati i file
necessari. Di seguito possiamo scegliere l'operazione
che desideriamo venga eseguita in automatico
all'inserimento del dispositivo nel pc. Nell'esempio si
è richiesto di montare il file contenitore di nome
kriptodrive già presente sulla chiavetta.
La figura che segue mostra il contenuto della
chiavetta dopo la procedura: notiamo il file contenitore
da 100MB, il file autorun.ini con le
istruzioni di avvio automatico e la cartella TrueCrypt
con l'eseguibile del programma.
All'inserimento del dispositivo usb nel sistema una finestra ci richiederà la password segreta per poter montare il volume.
Come accennato nell'introduzione, TrueCrypt garantisce che non possa essere provato in alcun modo l'utilizzo come contenitori criptati di un file o di una partizione. Visto dall'esterno, infatti, l'intero volume presenterà dei dati del tutto casuali e privi di correlazione.
A ulteriore tutela dell'utente, il programma permette la creazione di volumi nascosti all'interno dei normali volumi standard visti in precedenza. In questo tipo di contenitori lo spazio libero non occupato dai file viene usato per conservare un secondo volume nascosto e protetto da una diversa chiave. Se qualcuno ci dovesse estorcere con la forza la password di accesso, potremmo tranquillamente rivelare quella del contenitore principale. Qui avremo avuto cura di memorizzare dei file fasulli solo in apparenza confidenziali. Di fronte a tali dati il nostro aggressore risulterà soddisfatto e l'unità nascosta, in cui avremo memorizzato i veri dati segreti, rimarrà inviolata. In nessun modo se ne potrà provare l'esistenza.
Per creare un'unità nascosta è
sufficiente selezionare l'opportuna voce nel primo passo
della Creazione Volume. È possibile
aggiungerla ad un volume esistente oppure creare
entrambi in una sola volta. La procedura è semplice e
del tutto simile a quella già vista. In fase di
montaggio del volume accederemo alla sezione normale o a
quella nascosta a seconda della password fornita.
Essendo il volume nascosto ricavato dallo spazio
inutilizzato di quello principale è possibile che venga
corrotto dall'aggiunta di file nel volume esterno. Per
evitare questa spiacevole situazione è molto importante
che in fase di montaggio del volume principale si
selezioni la voce Proteggi volume nascosto contro
danni da scrittura sul volume esterno presente
nella sezione Mount option. In questo caso
sarà necessaria anche l'introduzione della password del
volume nascosto.
Per ulteriori informazioni sulle funzionalità dei volumi nascosti si consulti la guida online.